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Dolore correlato alla Sindrome di Ehlers-Danlos

Cos’è?

La Sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) è un gruppo di condizioni genetiche che colpiscono i tessuti connettivi del corpo, come la pelle, le articolazioni e i vasi sanguigni. La forma più comune è il tipo ipermobile (hEDS), spesso associato a dolore cronico diffuso.

Perché fa male?

Il dolore nella EDS può essere causato da diversi fattori:

  • Dolore muscoloscheletrico per instabilità articolare o traumi ripetuti
  • Dolore miofasciale (punti trigger)
  • Dolore neuropatico (problemi ai nervi)
  • Mal di testa, dolore cervicale, dolore addominale o pelvico
  • In alcuni casi: fibromialgia e sensibilizzazione centrale

Il dolore può iniziare fin dall’infanzia e spesso peggiora con il tempo, influenzando la qualità della vita. Alcuni pazienti possono anche avere disturbi dell’umore, ansia o fatica cronica.

Come si cura?

Il dolore nella EDS è complesso e richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato:

  • Fisioterapia
    Per migliorare la stabilità articolare, la postura e la funzionalità quotidiana. È una parte fondamentale del trattamento.
  • Psicoterapia
    La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può aiutare a gestire la paura del movimento (chiamata chinesiofobia) e il dolore cronico.
  • Farmaci
    • Paracetamolo, FANS, COX-2 inibitori (con cautela)
    • Miorilassanti per spasmi muscolari
    • Antidepressivi o anticonvulsivanti per dolore neuropatico
    • Gli oppioidi possono essere usati solo per episodi acuti e con estrema prudenza
  • TENS
    • Un piccolo apparecchio che stimola i nervi attraverso la pelle con impulsi elettrici lievi.
    • Può aiutare a ridurre il dolore modulando i segnali dolorosi a livello locale, in modo sicuro e non invasivo.
  • Tecniche interventistiche
    • Infiltrazioni di punti trigger
    • Blocchi nervosi periferici
    • Ablazione a radiofrequenza
    • Stimolazione nervosa periferica (PNS): in alcuni casi ha migliorato il dolore alle spalle o ginocchia

Attenzione

  • Le persone con EDS possono avere una guarigione lenta e un rischio più alto di complicanze dopo interventi chirurgici.
  • La gestione del dolore richiede pazienza, educazione e coinvolgimento attivo del paziente.
  • Ogni paziente è diverso; il piano terapeutico va sempre adattato alle sue esigenze.

Interventi sullo stile di vita

Attività fisica dolce (passeggiate, stretching), sonno regolare, alimentazione equilibrata e tecniche di riduzione dello stress possono migliorare la resilienza e potenziare l’efficacia delle terapie mediche.

Supporto psicologico

La gestione del dolore cronico può essere favorita da interventi psicologici (come tecniche di rilassamento o terapia cognitivo-comportamentale), che aiutano a ridurre ansia, insonnia e l’impatto del dolore sulla qualità di vita.