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Via Praella 5 Mendrisio

Infiltrazione dell’articolazione sacro-iliaca

Perché mi propongono questa procedura?

Il tuo medico sospetta che il dolore nella parte bassa della schiena o al gluteo possa provenire dall’articolazione sacroiliaca.
Questa articolazione collega la colonna vertebrale al bacino e, se si infiamma o si danneggia, può causare dolore.

L’infiltrazione è sia un test diagnostico che un primo passo terapeutico: serve a capire se il dolore viene davvero da questa articolazione e, allo stesso tempo, può aiutare a ridurlo.

Che cos’è l’articolazione sacroiliaca?

È l’articolazione che unisce l’osso sacro al bacino.
Aiuta a sostenere il peso del corpo e ad assorbire i movimenti fra la parte superiore e inferiore del corpo.

Che cos’è un’infiltrazione sacroiliaca?

Consiste nell’iniettare:

  • Anestetico locale: per vedere subito se il dolore si riduce, e capire meglio da dove viene il dolore (test diagnostico)
  • Cortisone: per ridurre l’infiammazione

Prima della procedura: cosa sapere

Avvisa il tuo specialista del dolore se:

  • Hai febbre o ti senti male
  • Hai allergie a farmaci, anestetici locali o mezzi di contrasto
  • Prendi farmaci anticoagulanti (potrebbero dover essere sospesi)
  • Sei incinta (la procedura usa i raggi X e verrà rimandata)

Come prepararsi

  • Puoi prendere i tuoi farmaci abituali, salvo diversa indicazione per gli anticoagulanti.
  • Non è necessario il ricovero: si tratta di una procedura ambulatoriale.
  • Dopo l’intervento non potrai guidare: organizza chi ti accompagna.

Come si svolge la procedura?

  • Ti sdraierai a pancia in giù su un lettino.
  • La pelle viene disinfettata e viene applicato un campo sterile.
  • Il medico inserisce un ago sottile, guidato da radiografia, fino all’articolazione.
  • Si verifica la posizione con un po’ di mezzo di contrasto.
  • Si iniettano i farmaci.
  • Durata: circa 15 minuti.
  • Dopo un breve riposo, puoi tornare a casa (con accompagnatore).

Cosa succede dopo?

  • Subito dopo l’infiltrazione potresti sentire sollievo grazie all’anestetico.
  • È normale avvertire un po’ di intorpidimento nella zona infiltrata.
  • Nei primi due giorni può esserci un leggero peggioramento dei sintomi.
  • L’effetto del cortisone inizia dopo circa 10-14 giorni.

Nella maggior parte dei casi, basta un solo giorno di riposo dopo un intervento mini-invasivo.

Ti chiederemo di compilare un semplice modulo per valutare l’efficacia della procedura.

Quanto dura il beneficio?

Dipende dalla causa del dolore:

  • In alcuni casi un’unica infiltrazione dà un sollievo duraturo.
  • In altri può essere necessario ripetere il trattamento o considerare altre terapie.

Ci sono rischi o effetti collaterali?

La procedura è generalmente sicura. Possibili effetti collaterali sono:

  • Leggero dolore o livido nella zona dell’iniezione
  • Sensazione temporanea di intorpidimento
  • Raramente infezione o reazione allergica
  • Effetti temporanei del cortisone (arrossamenti, sudorazioni, palpitazioni)
  • Nei diabetici, possibile aumento temporaneo della glicemia

Eventuali complicanze sono molto rare.

Ricordati:

  • Non guidare per 24 ore dopo la procedura.
  • Organizza un accompagnatore.
  • Compila il modulo con attenzione e restituiscilo al tuo medico del dolore.

Interventi sullo stile di vita

Attività fisica dolce (passeggiate, stretching), sonno regolare, alimentazione equilibrata e tecniche di riduzione dello stress possono migliorare la resilienza e potenziare l’efficacia delle terapie mediche.

Supporto psicologico

La gestione del dolore cronico può essere favorita da interventi psicologici (come tecniche di rilassamento o terapia cognitivo-comportamentale), che aiutano a ridurre ansia, insonnia e l’impatto del dolore sulla qualità di vita.